La Norvegia vieta l'IA ai bambini dai 6 ai 13 anni, ma propone un utilizzo migliore per adolescenti e adulti

La Norvegia ha annunciato una delle restrizioni più nette al mondo sull'uso dell'intelligenza artificiale a scuola. Il primo ministro Jonas Gahr Støre ha comunicato venerdì 19 giugno 2026 un divieto quasi totale degli strumenti di IA generativa per gli alunni delle elementari, motivandolo con la necessità di proteggere l'apprendimento dei fondamentali. La notizia è stata riportata da Reuters.
"La cosa più importante a scuola è che i nostri bambini imparino a leggere, scrivere e far di conto", ha dichiarato Støre in conferenza stampa, sostenendo che l'IA aumenta il rischio che gli studenti saltino passaggi cruciali del loro percorso educati
La misura non è uniforme, ma calibrata sull'età. Gli alunni dalla prima alla settima classe, corrispondenti alle elementari, tra i 6 e i 13 anni, non dovranno usare strumenti di IA come regola generale. Per gli studenti della secondaria inferiore, tra i 14 e i 16 anni, l'uso sarà consentito ma solo sotto la supervisione diretta di un insegnante. Infine, i ragazzi dai 17 anni in su della secondaria superiore sono incoraggiati a usare l'IA in modo appropriato e autonomo, così da arrivare preparati all'università e al lavoro senza fingere che la tecnologia non esista.
Si tratta dunque di un quadro a fasce, non di un divieto puramente simbolico: per i più piccoli il messaggio è netto, prima si imparano le basi.
La scelta norvegese quindi va letta al netto delle reazioni emotive che un "divieto dell'IA" inevitabilmente suscita. Non è un rifiuto della tecnologia in quanto tale: lo stesso governo che la mette al bando nelle aule elementari ha fissato l'obiettivo che l'80% degli enti pubblici utilizzi l'intelligenza artificiale nel 2026. Il messaggio, semmai, è più sottile, i bambini molto piccoli sono gli utenti sbagliati, nel contesto sbagliato, nella fase sbagliata dell'apprendimento.
Il fondamento pedagogico è solido: imparare a leggere, scrivere e calcolare richiede fatica, ripetizione e la costruzione di percorsi cognitivi che nessuno strumento può sostiture completamente. Un bambino che "scrive" delegando il testo a un'IA non ha imparato a scrivere. Su questo punto la posizione norvegese appare difficilmente contestabile.
Fonti
- Reuters (via Internazionale) – Norway imposes near ban on AI in elementary school — https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/06/19/norway-imposes-near-ban-on-ai-in-elementary-school
- Engadget – Norway imposes broad restrictions on AI for elementary school kids — https://www.engadget.com/2198117/norway-imposes-broad-restrictions-on-ai-for-elementary-school-kids/


